Sono sempre più i paesi nel mondo in cui l’interesse per l’apertura di casinò terrestri cresce ed un nuovo esempio giunge dalla Thailandia per la quale è il ministro delle finanze Phasee Sommai a prendere la parola, entrando nello specifico di ciò che dovrebbe essere il mercato del gioco d’azzardo nel paese.

I casinò in Thailandia, dovranno disincentivare i residenti a giocare
Uno dei punti più importanti trattato dal ministro vede proprio una regolamentazione che ponga dei costi minimi di accesso al gioco che impediscano alle classi povere residenti di entrare nei casinò nella speranza di cambiare la propria vita per poi ritrovarsi in una situazione ancora peggiore e per questo si sta pensando in primo luogo di porre degli importi minimi di denaro per accedere alle sale da gioco, alla portata della maggior parte dei turisti, ma ben lontano dalle normali disponibilità di un cittadino thailandese a basso reddito.
Un altro sistema per creare un ambiente di gioco sicuro è quello di creare dei veri e propri “complessi d’intrattenimento” nei quali installare oltre ai casinò anche centri commerciali, strutture per conferenze, meeting che permetterebbero l’ingresso ad intere famiglie che avrebbero così a disposizione una vasta scelta di servizi per divertirsi e rilassarsi.
Si è parlato anche insistentemente di un incontro che lo stesso ministro delle finanze si stia curando di organizzare tra il primo ministro Prayut Chen-o-cha e la dirigenza di Las Vegas Sands Corporation, ma la cosa è stata negata. Eppure pare che Sands stia trattando per aprire un casinò nel deposito di Makkasan della manutenzione ferroviaria Asoke Road a Bangkok e che sia proprio il ministro delle finanze ad essersi attivato per agevolare il trasferimento di proprietà della location che al momento è dell indebitate ferrovie di stato thailandesi.
Il panorama non è quindi particolarmente chiaro, ma come già è avvenuto altrove siamo certi che anche la Thailandia saprà cedere al fascino dell’azzardo e non potrebbe essere altrimenti visto l’enorme flusso di turisti che ogni passano per queste terre, per non parlare dei tanti residenti benestanti, provenienti da altri paesi che hanno scelto per ragioni di varia natura, di fare di questi luoghi la propria dimora.
