Si continua a discutere, nelle sedi più disparate, sull’opportunità di riaprire il casinò di San Pellegrino Terme come quello di Taormina o su quanto sarebbe utile avere delle nuove sale da gioco sparse su tutta la penisola, che potrebbero dare una mano alle aree coinvolte alla ripresa economica e a tal proposito è stato interpellato anche anche il direttore generale del casinò di Venezia che si è detto favorevole, a patto però che venga presa una certa direzione.

Riaprire il casinò di San Pellegrino, ma rimuovere le slot dai bar
Il pensiero di Ravà vede nella riapertura delle vecchie case da gioco e nell’inaugurazione di nuove strutture una buona opportunità, ma perchè questo mercato dell’azzardo resti sostenibile si dovrebbe intervenire sulle slot machine dei bar, che andrebbero rimosse lasciando come unica concorrenza per i casinò le sale VLT che sono ben distribuite su tutto il territorio nazionale. In merito a questa sempre più calda questione è previsto per domani un incontro tra i rappresentanti di Federgioco e il sottosegretario all’economia Pier Paolo Baretta e il sottosegretario all’interno Gianpiero Bocci che detiene la delega alla vigilanza delle case da gioco autorizzate.
Secondò Ravà è necessario capire quali siano le condizioni del progetto sulle quali stanno discutendo i ministeri e verificarne la sostenibilità in un momento non particolarmente roseo per le case da gioco italiani che vedono perdere nel 2014 il 4,1% di fatturati rispetto all’anno precedente con i 296 milioni registrati rispetto ai 308,7 dell’anno precedente e con un primo quadrimestre 2015 di certo non brillante che fotografa una situazione del gioco in Italia stagnante e che non ha solo bisogno di nuove location in cui giocare, ma di una nuova mentalità nella gestione dell’offerta in modo che questa diventi realmente appetibile per gli appassionati da gioco e che diventi davvero un elemento in sinergia con il territorio.
