Ci saranno sicuramente i (finti) perbenisti che storceranno il naso di fronte al libro che racconta la storia del casinò ligure, perchè un luogo dove si gioca d’azzardo non può che essere visto male, perchè le persone perbene non giocano d’azzardo, perchè le persone perbene sono quelle che possono permettersi di puntare il proprio dito (spesso insaguinato) contro chi si occupa di qualcosa che per l’universo collettivo è male.
Una gran bella storia ed un gran bel libro
Al di là del tono velatamente (neanche troppo) critico dell’apertura i 110 anni di storia del Casinò di Sanremo vanno celebrati perchè superati i tavoli verdi, questo luogo è stato teatro di tanti importanti avvenimenti che hanno contribuito in maniera importante a cambiare il volto della città dei fiori e non credete a chi vi racconta che basta il Festival della Canzone Italiana a tener viva questa incantevole località marittima, anche perchè il festival alla fine dura solo 8 giorni.
Uno, cento, mille casinò di Sanremo 1905-2015
Questo è il titolo del libro edito da De Ferrari che tratta in lungo e in largo tutto ciò che un appassionato deve conoscere sulla storia della casa da gioco. Si parte dall’edificio e del suo progettista per poi passare al solito moralismo che non voleva che il gioco d’azzardo fosse portato sulla riviera dei fiori contrapposto allo spirito degli imprenditori del settore turistico che invece vedevano in questo progetto delle grandi opportunità. Già all’epoca del progetto erano diverse le località turistiche che avevano giovato dall’insediamento di un casinò e anche nel territorio sanremese si era capito quanto sarebbe potuto essere importante al fine di attirare ulteriori visitatori in città.
I personaggi e gli altri perchè del Casinò di Sanremo
Nel libro si trovano anche aneddoti legati ai grandi personaggi della storia che sono passate nelle sale del casinò come Pirandello, Callas e Tenco solo per citarne alcuni e si addentra in questioni politiche ed economiche legate al mondo dell’azzardo, molto attuali con la legalizzazione dell’azzardo online per evitare che il denaro degli italiani finisse nelle casse di operatori esteri e la stessa cosa la pensò Mussolini quando capì che avendo un punto di riferimento al confine, gli avventori italiani non avrebbero varcato il confine per giocare nei casinò francesi, ma avrebbero preferito di giocare nelle sale nostrane.
Sicuramente un testo interessante che fornisce molti spunti interessanti, non solo agli appassionati di gambling, ma anche per il grande pubblico.

