casino sanremo02" src="http://www.casinonews.it/wp-content/uploads/2011/02/casino-sanremo02-300x163.jpg" alt="" width="300" height="163" />E’ terminata da pochi giorni una delle edizioni di maggior successo mediatico del Festival della Canzone italiana, che da 60 anni si svolge presso il Teatro Ariston di Sanremo. Le strade della città ligure si sono affollate di turisti che, come nella più classica delle tradizioni, si sono riversati nei negozi, nei bar e nei locali del centro, contribuendo a rimpinguare i portafogli dei commercianti della città. A rigor di logica una semplice equazione porterebbe a pensare che l’altro polo di attrazione turistica di Sanremo, il Casinò, abbia assistito, nella settimana del Festival, ad una notevole impennata dei propri introiti. Ma così non è stato.
A lamentare la situazione anomala è il sindaco Maurizio Zoccarato che, intervenuto attraverso i media locali, ha usato parole di incredulità per cercare di spiegare il flop. <E’ paradossale che intorno al Casinò continuino a crescere gli ingressi e parallelamente calino gli incassi. E’ un dubbio di cui vorrò parlare nelle sedi competenti anche per salvaguardare il consiglio di amministrazione e i dipendenti>. Per meglio comprendere la situazione concentriamoci sui numeri. Durante il periodo del Festival la casa del gioco sanremese, pur avendo fatto registrare un incremento degli ingressi per oltre 900 unità (24.707 clienti totali), ha portato nelle sue casse oltre 300 mila euro in meno rispetto allo stesso periodo 2010. Se guardiamo poi ai bilanci di questi primi due mesi e mezzo ci accorgiamo che l’emorragia è praticamente inarrestabile: ben più di un milione è già stato perso nella gara con gli anni passati ed il trend degli introiti non sembra accennare a rialzarsi. Sulla base di tutto questo ora subentrano i quesiti. Che ne sarà del Casinò di Sanremo e, di riflesso, di tutti i comuni della provincia di Imperia che da questo <giro d’affari> traggono giovamento?
La risposta va’ ricercata probabilmente nella gestione della struttura, nell’offerta e nella competenza dei suoi amministratori, tre aspetti che necessitano di confronti, analisi e decise prese di posizioni. Accanto a questo si affianca un altro tema non trascurabile, ossia l’imprevedibilità del mercato del gioco, per il quale è sempre difficile disegnare un realistico quadro futuro basato sull’andamento e sulle tendenze dei giocatori. Molti propongono la privatizzazione del Casinò. Potrebbe funzionare? Può darsi. Fatto sta che intorno alle case da gioco continuano a gravitare troppi interessi e al loro interno orbitano personaggi che per ottenere soldi facili intraprendono strade illegali. A confermalo, se ancora ce ne fosse bisogno, è l’ultima operazione della Guardia di Finanza di Cuneo che, solo pochi giorni fa’, ha denunciato due persone con l’accusa di riciclaggio. Secondo quanto ricostruito dai militari, uno dei due si recava spesso ai Casinò di Sanremo e Saint Vincent cambiando assegni in fiches; poi, senza mai avvicinarsi ai tavolo da gioco, le ricambiava in denaro contante, per un totale di 500mila euro. Le Fiamme Gialle non hanno escluso la presenza di altri complici e solo al termine dell’indagine si potrà stabilire l’entità del <giro d’affari sporco>.




